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Una villa di design, a pochi passi da Novara, recuperata da un monolite.


Forme rigorose, legno, pietra e finiture che fanno tendenza caratterizzano i tratti di una nuova villa sul lago d’Orta. Opera innovativa di design del famoso

architetto Camillo Botticini, con il supporto tecnico di Mauro Sillani.

Sulle sponde occidentali del lago d’Orta, definito lo specchio d’acqua “prealpino”,

si affaccia la caratteristica villa, progettata e realizzata dall’architetto

Camillo Botticini. La villa sorge a Pella, piccolo paese di pochi abitanti, in provincia di Novara, famoso per il suo paesaggio naturalistico. Si affaccia sulle acque del lago con vista sull’isola di San Giulio, alle sue spalle ripide colline.

In questo scenario, che sembra quasi un dipinto, sorge una villa dai tratti severi

e dal profilo sicuro e lineare, disegnato in ogni piccolo dettaglio.

La casa appare come un blocco di pietra immenso fermatosi dopo essere scivolato dalla montagna. La pianta si sviluppa su tre componenti: uno scavo centrale, una corte all’ingresso e due ali, a nord il corpo centrale e a sud quello

del soggiorno che si affaccia verso il lago da una vetrata.

Il contrasto tra la pietra chiara e il legno costituisce l’unico elemento decorativo.

Complessivamente la casa sembra essere sospesa tra contemporaneità

e storia del luogo e si integra all’intero paesaggio.


Lo strumento del CIS diviene di fondamentale importanza, se visto nell’ottica di prendere coscienza dello stato di conservazione degli immobili e di preservarne un adeguato livello di sicurezza.

Il CIS, in generale, consiste in una verifica delle condizioni di sicurezza del fabbricato con il preciso scopo di individuare eventuali carenze e/o pericoli per la pubblica incolumità nei confronti dei carichi verticali statici. L’azione sismica non è presa in considerazione durante la sua redazione.

Questa attività ha pertanto il fine di operare un censimento che consenta la raccolta delle informazioni necessarie per realizzare un sistema di classificazione dei fabbricati.

Le linee guida approvate il 25 Novembre del 2016, con la Determinazione Dirigenziale n.7/2016, danno forma e contenuto al Certificato di Idoneità Statica per l'applicazione dell'art.11.6 del Regolamento Edilizio del Comune di Milano. In esse vengono definite le modalità di verifica secondo due livelli di indagine che corrispondono a due diversi livelli di approfondimento e quindi a due documenti distinti. Verifica di Primo Livello e Verifica di Secondo Livello.

Le verifiche di primo livello sono analisi qualitative del fabbricato, vale a dire analisi basate sia su ispezioni visive che su valutazioni della storia e del contesto in cui l'edificio è posto.

Le verifiche di primo livello hanno come fine l'esame delle seguenti criticità:

  1. - presenza di segnali di sofferenza

  2. - presenza di interventi di modifica dell'organismo strutturale

  3. - presenza di pericolo esterno

  4. - presenza di elementi accessori a rischio

Nel dettaglio:

· Analisi storico critica:

consiste nella ricerca della documentazione esistente, necessaria ad inquadrare la situazione dell’immobile dal punto di vista del progetto originario e delle eventuali modifiche occorse nel tempo.

· Definizione dell’organismo strutturale primario:

ovvero dello schema statico, della tipologia strutturale portante, delle dimensioni generali, della presenza di strutture secondarie e delle fondazioni. Andranno inoltre verificate la congruità dei carichi e la genesi del fabbricato (modifiche strutturali effettuate dopo la costruzione originale).

· Interazione con fattori esterni indipendenti dal fabbricato:

evidenziare l’eventuale presenza di situazioni di pericolo dovute a cause esterne che potrebbero essere legate alla presenza di altri fabbricati o a problemi del terreno.

· Sopralluoghi interni:

serie di attività volte all’individuazione dei pericoli che potrebbero essere fonte di rischio a livello strutturale, di impiantistica ed accessorio.

· Sopralluoghi esterni:

serie di attività volte all’individuazione dei pericoli che potrebbero essere fonte di rischio a livello non strutturale sulle zone perimetrali esterne all’edificio.

· Analisi visiva dello stato generale:

verifiche per rilevare le fessure, fessurazioni, segni di degrado o eventuali anomalie individuabili visivamente.

Si ricorda che per poter emettere il CIS è necessario identificare, oltre al fabbricato oggetto della certificazione, anche il tecnico che svolgerà tutti i rilievi. Dopo aver eseguito tutte le verifiche del caso il tecnico emetterà un giudizio finale del certificato. Sarà necessario stilare anche un report riassuntivo di tutte le analisi realizzate, chiamato Checklist A, che permetterà di individuare immediatamente le attività svolte e di confrontare il CIS con altri certificati.

In base all’esito delle analisi effettuate l’emissione del CIS sarà consentita, limitata o rimandata alle verifiche di secondo livello.

Rapporti con le Normative Tecniche per le Costruzioni vigenti:

«Il certificato di idoneità statica dovrà anche indicare gli elementi strutturali che potrebbero non essere idonei per le normative vigenti al momento della redazione del certificato stesso pur non inficiandone la sua regolarità…»

Tale certificato dovrà essere integrato da una relazione sullo stato di conservazione degli elementi strutturali “secondari” e degli elementi non strutturali dell’edificio (parapetti, facciate, tamponamenti, ecc.), ponendo particolare attenzione al rischio di crollo di elementi esterni e/o su zone comuni e alla presenza di lesioni e

cedimenti in atto, così come indicati nel par. 7.2.3 delle Norme Tecniche.



Aggiornato il: 29 mar 2018

Entro il 2019 il CIS obbligatorio per edifici con più di 50 anni.

Il Comune di Milano ha approvato il nuovo Regolamento Edilizio (art. 11.6), infatti è stato introdotto l’obbligo di verifica per gli edifici più vecchi.

Nel dettaglio il regolamento prevede la verifica dei fabbricati tramite il Certificato di Idoneità Statica.

Il nuovo Regolamento Edilizio di Milano prevede che entro il 26 novembre 2019 (entro 5 anni dall’entrata in vigore del Regolamento) tutti i fabbricati che non hanno il Collaudo Statico con più di 50 anni o che compiono i 50 anni nel quinquennio 2014-2019 dovranno dotarsi del Certificato di Idoneità Statica.

L’idoneità dell’edificio deve essere certificata da un tecnico strutturista abilitato alla redazione dei Collaudi Statici, ovvero con più di 10 anni di iscrizione al proprio Ordine professionale.

A tale verifica dovranno essere sottoposti anche gli edifici interessati per almeno la metà della loro superficie da cambio di destinazione d’uso, interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione se non sussistono gli estremi di legge per un nuovo collaudo statico.

Il Certificato di Idoneità Statica deve essere allegato al fascicolo del fabbricato o alla documentazione dell’edificio e deve indicare la scadenza oltre la quale è necessaria la successiva verifica. La durata del Certificato di Idoneità Statica è di 15 anni dalla data di rilascio.

Nel caso del mancato rilascio del Certificato di idoneità statica nei limiti temporali previsti viene meno l’agibilità dell’edificio o delle parti di questo non certificate.

In caso di compravendita i notai dovranno obbligatoriamente allegare tali certificazioni all’atto di vendita.