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Prima o poi arriva per tutti il momento in cui la nostra casa richiede una piccola o grande ristrutturazione. Per questa ragione è utile conoscere tutti i titoli edilizi necessari per procedere ai lavori.

Innanzitutto la CILA, Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata, è richiesta solo per le opere che ricadono nella manutenzione straordinaria leggera, ossia tutti quegli interventi che non interessano le parti strutturali dell’edificio e che hanno lo scopo di conservare l’immobile e assicurarne la funzionalità. Questa pratica può essere presentata solo da un tecnico abilitato (architetto, ingegnere o geometra) e, una volta depositata, si può procedere con i lavori.

La SCIA, Segnalazione Certificata di Inizio Attività, deve essere presentata da un professionista abilitato allo Sportello unico del Comune per opere di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo sulle parti strutturali della casa. Non appena depositata, i lavori possono iniziare il giorno stesso, tuttavia l’Amministrazione comunale ha 30 giorni di tempo per bloccarli. Se alla scadenza dei 30 giorni non si sono ricevute comunicazioni da parte dell’amministrazione, vorrà dire che il titolo diventa valido automaticamente per silenzio-assenso.

Solitamente la Scia viene richiesta per interventi di manutenzione straordinaria che riguardano le parti strutturali dell’edificio, oltre che per operazioni di restauro e risanamento conservativo, ecc…

Un altro documento è il Permesso di Costruire, che deve essere richiesto se gli interventi sono così consistenti da comportare modifiche alla volumetria della casa o un mutamento del suo aspetto.

Esistono delle ipotesi in cui sarà necessaria la Scia piuttosto che il Permesso di Costruire, ad esempio:

  • Interventi di ristrutturazione edilizia “pesante”;

  • Interventi di nuova costruzione o di ristrutturazione urbanistica qualora siano disciplinati da piani attuativi comunque denominati, ivi compresi gli accordi negoziali aventi valore di piano attuativo, che contengano precise disposizioni plano-volumetriche, tipologiche, formali e costruttive;

  • Interventi di nuova costruzione qualora siano in diretta esecuzione di strumenti urbanistici generali recanti precise disposizioni plano-volumetriche.

Tutti i titoli edilizi possono essere richiesti presso lo sportello unico per l’Edilizia del Comune in cui si trova l’immobile.



Da pochi giorni sul sito dell’Agenzia delle Entrate è stata pubblicata la guida aggiornata delle detrazioni fiscali per gli interventi di ristrutturazione.

È possibile detrarre dall’Irpef una parte dei costi sostenuti per ristrutturare la propria abitazione e/o le parti comuni degli edifici residenziali situati nel territorio dello Stato.

Per tutti i lavori effettuati sulle singole unità abitative è possibile usufruire:

- del 50% delle spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2019, con un limite massimo di spesa pari a 96.000€ per unità immobiliare;

- del 36% su un limite massimo di spesa di 48.000€ per ogni unità e a partire dal 1° gennaio 2019.

I soggetti destinatari della detrazione sono tutti i contribuenti assoggettati all’Irpef, residenti o meno nel territorio dello stato. L’agevolazione spetta non solo ai proprietari degli immobili, ma anche a chi gode di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le spese.

Gli interventi per cui spetta l’agevolazione fiscale sono tutti quei lavori che riguardano la manutenzione straordinaria, il restauro e risanamento conservativo, la ristrutturazione edilizia.

Ad esempio tra i primi rientrano tutte quelle opere e modifiche necessarie per rinnovare o sostituire parti strutturali degli edifici, interventi per il frazionamento o l’accorpamento delle unità immobiliari con esecuzioni di opere a condizione che non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Nella categoria di “restauro e risanamento conservativo” sono compresi tutti gli interventi che hanno lo scopo di conservare l’immobile ed assicurarne la funzionalità. Infine, tra gli interventi di ristrutturazione edilizia sono compresi tutti quelli rivolti a trasformare un fabbricato attraverso delle opere che possono portare ad un nuovo fabbricato o in parte diverso dal precedente.

Beneficiano dell’agevolazione anche tutti gli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, a condizione che sia stato dichiarato lo stato d’emergenza.

È importante specificare che per poter usufruire della detrazione è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale, anche online, da cui risultino la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione ed infine il CF o la P.Iva del beneficiario del pagamento.

Per ulteriori informazioni ed approfondimenti vi invitiamo a consultare la guida dell’Agenzia dell’Entrate https://bit.ly/2Q7mkaQ.




Si sente sempre più parlare di economia circolare, ma cos’è?

È un’economia pensata per potersi rigenerare da sola attraverso due tipi di materiali: biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e tecnici destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera. Negli ultimi anni l’attenzione per questo tipo di economia è cresciuta in maniera esponenziale e con essa anche il numero di prodotti che usano alimenti o fibre vegetali come materia prima.

Questa tendenza riguarda sia la struttura che gli arredi della casa e risponde alla domanda di un mercato, sempre più attento alla sostenibilità ed al riutilizzo dei materiali.

In Italia le imprese che investono nella produzione di biomattoni sono sempre di più, ad esempio la Prespaglia di Modugno (Bari), propone tre diverse soluzioni leggere ed antisismiche, prodotte da fibre vegetali mischiate ad argilla o a cemento bianco.

Al Politecnico di Torino sono stati brevettati dei pannelli isolanti in lana di pecora particolarmente resistenti e performanti per cui è stato impiegato un materiale dalle alte prestazioni, il più delle volte sprecato. Questo simboleggia un generale cambiamento di mentalità che riguarda tutte le fasi di produzione, utilizzando dei materiali prodotti come scarti dell’agricoltura.

Ricehouse è, invece, una società fondata dal bioarchitetto Tiziana Monterisi che dal riso dà vita ad intonaci o finestre e isolanti. Usano la lolla e la pula di riso, mischiati a calce naturale, materiali che si distinguono non solo per la produzione a chilometro zero e per la riduzione di Co2, ma anche per le ottime prestazioni termoigrometriche.

ForRes impiega i residui di Pvc e bucce di riso per un composto facile da lavorare, molto resistente ed altamente isolante.

Sostenibilità ed abbattimento degli sprechi sono gli obiettivi anche della catena Autogrill che per l’arredo di alcuni punti vendita ha sviluppato una linea di arredi con un materiale aggregato composto al 50% da fondi di caffè, recuperati nei bar della catena, e al 50% da farina di legno, ed assemblati senza collanti o resine.

Altre interessanti novità provengono dai mercati esteri, in Olanda, ad esempio, un’azienda è riuscita a completare il primo modulo di casa prefabbricata interamente realizzata con un particolare bio-composto a base di canapa. In Islanda, invece, un’azienda produce pelle ecologica dagli scarti alimentari del pesce per il rivestimento di tavoli e sedie.


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