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Contenuti del Certificato di Idoneità Statica. Verifiche di Primo Livello


Lo strumento del CIS diviene di fondamentale importanza, se visto nell’ottica di prendere coscienza dello stato di conservazione degli immobili e di preservarne un adeguato livello di sicurezza.

Il CIS, in generale, consiste in una verifica delle condizioni di sicurezza del fabbricato con il preciso scopo di individuare eventuali carenze e/o pericoli per la pubblica incolumità nei confronti dei carichi verticali statici. L’azione sismica non è presa in considerazione durante la sua redazione.

Questa attività ha pertanto il fine di operare un censimento che consenta la raccolta delle informazioni necessarie per realizzare un sistema di classificazione dei fabbricati.

Le linee guida approvate il 25 Novembre del 2016, con la Determinazione Dirigenziale n.7/2016, danno forma e contenuto al Certificato di Idoneità Statica per l'applicazione dell'art.11.6 del Regolamento Edilizio del Comune di Milano. In esse vengono definite le modalità di verifica secondo due livelli di indagine che corrispondono a due diversi livelli di approfondimento e quindi a due documenti distinti. Verifica di Primo Livello e Verifica di Secondo Livello.

Le verifiche di primo livello sono analisi qualitative del fabbricato, vale a dire analisi basate sia su ispezioni visive che su valutazioni della storia e del contesto in cui l'edificio è posto.

Le verifiche di primo livello hanno come fine l'esame delle seguenti criticità:

  1. - presenza di segnali di sofferenza

  2. - presenza di interventi di modifica dell'organismo strutturale

  3. - presenza di pericolo esterno

  4. - presenza di elementi accessori a rischio

Nel dettaglio:

· Analisi storico critica:

consiste nella ricerca della documentazione esistente, necessaria ad inquadrare la situazione dell’immobile dal punto di vista del progetto originario e delle eventuali modifiche occorse nel tempo.

· Definizione dell’organismo strutturale primario:

ovvero dello schema statico, della tipologia strutturale portante, delle dimensioni generali, della presenza di strutture secondarie e delle fondazioni. Andranno inoltre verificate la congruità dei carichi e la genesi del fabbricato (modifiche strutturali effettuate dopo la costruzione originale).

· Interazione con fattori esterni indipendenti dal fabbricato:

evidenziare l’eventuale presenza di situazioni di pericolo dovute a cause esterne che potrebbero essere legate alla presenza di altri fabbricati o a problemi del terreno.

· Sopralluoghi interni:

serie di attività volte all’individuazione dei pericoli che potrebbero essere fonte di rischio a livello strutturale, di impiantistica ed accessorio.

· Sopralluoghi esterni:

serie di attività volte all’individuazione dei pericoli che potrebbero essere fonte di rischio a livello non strutturale sulle zone perimetrali esterne all’edificio.

· Analisi visiva dello stato generale:

verifiche per rilevare le fessure, fessurazioni, segni di degrado o eventuali anomalie individuabili visivamente.

Si ricorda che per poter emettere il CIS è necessario identificare, oltre al fabbricato oggetto della certificazione, anche il tecnico che svolgerà tutti i rilievi. Dopo aver eseguito tutte le verifiche del caso il tecnico emetterà un giudizio finale del certificato. Sarà necessario stilare anche un report riassuntivo di tutte le analisi realizzate, chiamato Checklist A, che permetterà di individuare immediatamente le attività svolte e di confrontare il CIS con altri certificati.

In base all’esito delle analisi effettuate l’emissione del CIS sarà consentita, limitata o rimandata alle verifiche di secondo livello.

Rapporti con le Normative Tecniche per le Costruzioni vigenti:

«Il certificato di idoneità statica dovrà anche indicare gli elementi strutturali che potrebbero non essere idonei per le normative vigenti al momento della redazione del certificato stesso pur non inficiandone la sua regolarità…»

Tale certificato dovrà essere integrato da una relazione sullo stato di conservazione degli elementi strutturali “secondari” e degli elementi non strutturali dell’edificio (parapetti, facciate, tamponamenti, ecc.), ponendo particolare attenzione al rischio di crollo di elementi esterni e/o su zone comuni e alla presenza di lesioni e

cedimenti in atto, così come indicati nel par. 7.2.3 delle Norme Tecniche.



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