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Economia circolare: case senza sprechi



Si sente sempre più parlare di economia circolare, ma cos’è?

È un’economia pensata per potersi rigenerare da sola attraverso due tipi di materiali: biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e tecnici destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera. Negli ultimi anni l’attenzione per questo tipo di economia è cresciuta in maniera esponenziale e con essa anche il numero di prodotti che usano alimenti o fibre vegetali come materia prima.

Questa tendenza riguarda sia la struttura che gli arredi della casa e risponde alla domanda di un mercato, sempre più attento alla sostenibilità ed al riutilizzo dei materiali.

In Italia le imprese che investono nella produzione di biomattoni sono sempre di più, ad esempio la Prespaglia di Modugno (Bari), propone tre diverse soluzioni leggere ed antisismiche, prodotte da fibre vegetali mischiate ad argilla o a cemento bianco.

Al Politecnico di Torino sono stati brevettati dei pannelli isolanti in lana di pecora particolarmente resistenti e performanti per cui è stato impiegato un materiale dalle alte prestazioni, il più delle volte sprecato. Questo simboleggia un generale cambiamento di mentalità che riguarda tutte le fasi di produzione, utilizzando dei materiali prodotti come scarti dell’agricoltura.

Ricehouse è, invece, una società fondata dal bioarchitetto Tiziana Monterisi che dal riso dà vita ad intonaci o finestre e isolanti. Usano la lolla e la pula di riso, mischiati a calce naturale, materiali che si distinguono non solo per la produzione a chilometro zero e per la riduzione di Co2, ma anche per le ottime prestazioni termoigrometriche.

ForRes impiega i residui di Pvc e bucce di riso per un composto facile da lavorare, molto resistente ed altamente isolante.

Sostenibilità ed abbattimento degli sprechi sono gli obiettivi anche della catena Autogrill che per l’arredo di alcuni punti vendita ha sviluppato una linea di arredi con un materiale aggregato composto al 50% da fondi di caffè, recuperati nei bar della catena, e al 50% da farina di legno, ed assemblati senza collanti o resine.

Altre interessanti novità provengono dai mercati esteri, in Olanda, ad esempio, un’azienda è riuscita a completare il primo modulo di casa prefabbricata interamente realizzata con un particolare bio-composto a base di canapa. In Islanda, invece, un’azienda produce pelle ecologica dagli scarti alimentari del pesce per il rivestimento di tavoli e sedie.