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NTC 2018, in vigore le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni

Dal 22/03/2018 sono in vigore le Norme Tecniche per le Costruzioni D.M. 17/01/2018.

Con una circolare del 14 marzo scorso, il CNI ha spiegato che le NTC 2018 sono subito applicabili e utilizzabili anche se non è ancora stata pubblicata la circolare applicativa. Questo perché le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni rappresentano un aggiornamento delle precedenti e non “una profonda rivisitazione normativa”, ma anche perché il nuovo testo risulta più agevole e semplificato, quindi, scrive il CNI “più aderente alla realtà strutturale del costruito e, tutto sommato, più facilmente applicabile”.

Quali novità introdotte dopo dieci anni dalle NTC 2008?

1- Qualificazione di materiali e prodotti

Il Consiglio superiore dei lavori pubblici (CSLP) in una nota ha spiegato che le NTC 2018 hanno introdotto numerosi nuovi requisiti per i prodotti di acciaio destinati all’impiego per il calcestruzzo armato precompresso, tanto che sarà necessario attivare una procedura di adeguamento della qualificazione entro tre mesi dall’entrata in vigore delle NTC 2018. Entro nove mesi dovranno di conseguenza essere trasmessi i certificati di prova. Nulla cambia invece per quanto riguarda la produzione di calcestruzzo confezionato con processo industrializzato, elementi prefabbricati prodotti in serie, elementi strutturali e sistemi costruttivi in legno massiccio, legno lamellare e pannelli a base di legno, acciaio per calcestruzzo armato, acciaio per strutture metalliche e per strutture composte. In questi casi le qualificazioni restano valide, ma al primo rinnovo, e comunque alla prima occasione utile, verranno emessi attestati ai sensi delle NTC 2018.

2- Approccio metodologico di calcolo

L’approccio metodologico non è cambiato, pertanto il professionista non dovrà confrontarsi con un cambiamento radicale nell’impostazione della norma, come è avvenuto con le NTC 2008. E’ stato dato maggior rilievo alle verifiche di duttilità. Sono state specificate le modalità di verifica in campo sostanzialmente elastico, che coinvolgono, in particolare, le opere di fondazione e le strutture non dissipative. E’ stato altresì incrementato il fattore di struttura per le opere non dissipative. Sono stati rivisti i minimi di norma e i dettagli costruttivi, in particolare per i pilastri, le pareti in cemento armato e per i nodi trave-pilastro (che ora coinvolgono anche le strutture in classe di duttilità bassa e le strutture non dissipative). E’ stato aumentato il coefficiente di sovraresistenza a pressoflessione nell’applicazione della gerarchia delle resistenze trave-pilastro (c.a.) per classe di duttilità bassa. Viene dato maggior rilievo e fornite indicazioni di calcolo più precise per gli elementi secondari e per quelli non strutturali. Sono stati introdotti criteri di verifica più severi per le strutture prefabbricate. Nel capitolo 8, che riguarda gli edifici esistenti, viene modificato l’indirizzo generale: si tende ora a privilegiare, realisticamente, gli interventi di miglioramento rispetto a quelli di adeguamento, che si riferiscono a cambiamenti significativi nell’impianto strutturale. Per le strutture in legno si possono adottare coefficienti di sicurezza meno gravosi per materiali prodotti con linee di produzione di qualità. Sono stati introdotti criteri più severi per le prove di accettazione dei materiali in cantiere (ad esempio per le opere in muratura). Infine sono scomparsi i riferimenti alle zone sismiche sostituiti da indicazioni sui valori di accelerazione di sito.